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Un approfondimento su una pianta dalle tante qualità: la passiflora

La passiflora, detta anche “passiflora incarnata”, è una pianta che viene adoperata per scopi medicinali. Fa parte della famiglia delle “Passifloraceae”, che conta circa 500 specie differenti tra loro. La passiflora cresce nei climi caldi del Nord e del Sud America, nelle zone tropicali e in Sudafrica, anche se viene coltivata oggi in tutto il mondo. I nativi americani riconoscevano a questa pianta delle notevoli proprietà alimentari e terapeutiche assai prima che essa si diffondesse anche in Europa e le fossero attribuite le facoltà che oggi conosciamo. Il termine passiflora deriva dal latino passio, che vuol dire passione, e flos, che vuol dire fiore; letteralmente, dunque, fiore della passione.


I fiori della passiflora appaiono in estate ed i suoi frutti (maracuya) sono commestibili. I frutti della passiflora sono infatti ricchi divitamina C e presentano un elevato potere rinfrescante. 

Per la preparazione di rimedi erboristici e medicinali vengono impiegate le parti aeree della pianta che sono costituite da steli, fiori, foglie e frutti. Le parti aeree e le foglie di passiflora contengono flavonoidi, fitosteroli, alcaloidi, cumarine, eterosidi, acidi fenoli e olio essenziale in tracce. Grazie alla sua composizione, è uno dei rimedi naturali più utilizzati per trattare i disturbi della sfera nervosa.


Infatti  è comunemente utilizzata per la cura e la prevenzione di ansia, angoscia ed insonnia dovuta ad agitazione. Gli attuali prodotti a base di passiflora risultano molto efficaci. Uno dei loro punti a favore è sicuramente costituito dal fatto di ottenere un’azione rapida. La principale caratteristica di questa pianta è quella di avere un effetto rilassante e sedativo nei confronti del sistema nervoso centrale ma non è la sola proprietà racchiusa nel fiore. La Passiflora viene utilizzata in caso di insonnia, di problemi gastrointestinali associati ad ansia o nervosismo, di disturbo d'ansia generalizzata e per far fronte ai sintomi dell'astinenza nel periodo di disintossicazione dall'uso dei farmaci narcotici.

A volte trova impiego anche nel trattamento delle convulsioni, dell'isterismo, dei sintomi della menopausa, del disturbo da deficit di attenzione/iperattività, del nervosismo e dell'eccitabilità, delle palpitazioni, del battito cardiaco irregolare, della pressione alta, della fibromialgia e del dolore. L'applicazione topica può essere utile in caso di emorroidi, ustioni e gonfiore dovuto a infiammazioni.
 Chi assume la passiflora però  deve sapere che questa pianta possiede effetti collaterali. Il contenuto di armalina, dall’effetto ossitocinico, può provocare delle contrazioni uterine. Per tale ragione è assolutamente sconsigliata in gravidanza. Inoltre la passiflora non va assunta insieme agli ansiolitici, perché ne acuisce gli effetti, provocando la tachicardia, il vomito e la nausea.

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